In un'epoca come la nostra, in cui molti figli maggiorenni continuano a vivere con i propri genitori e a dipendere da loro,
diventa davvero
interessante leggere questo
romanzo. Il narratore racconta le vicende di un figlio ormai diventato adulto che continua a subire i ricatti di una madre ingombrante. Insensibile alle esigenze proprie di un giovane, la donna costringe suo figlio a vivere senza lavoro, senza donne e senza svaghi, senza che lui mostri alcuna tendenza a ribellarsi a questo modo di vivere anomalo. Per anni il giovane non sembra rendersi conto pienamente della sua particolare condizione ma, come il sopraggiungere di un evento naturale e quindi inevitabile, giunge finalmente il momento della lucidità. Il ragazzo decide allora, ad un certo punto, di fuggire da questa situazione assillante e comincia da affrontare una nuova vita fuori dalla casa in cui ha vissuto in uno stato di vera prigionia. In un mondo che non conosce bene e che per tanti versi lo stupisce, si appresta a fare il suo ingresso nella vita sociale e qui, un dopo l'altro, incontra strani personaggi che entreranno subito a far parte della sua esistenza. Conosce anche una cronista assetata di notizie morbose e un boss della malavita che commissiona omicidi con la stessa facilità con cui gioca al lotto; con questi personaggi intrattiene rapporti non sempre voluti ma ai quali non sa sottrarsi. Mentre le vicende si accavallano e assumono aspetti inquietanti, nel suo destino appare anche una donna molto interessante che assumerà un ruolo prioritario nella sua vita. Sorprese e risvolti inquientanti che mettono in luce il continuo condizionamento psicologico del protagonista, rendono la lettura di questo libro piacevolissima e avvincente. Rilevante l'abilità dell'autore nell'applicare uno stile narrativo semplice, immediato e perfettamente esplicativo delle varie situazioni, nonché delle personalità dei vari personaggi del suo romanzo.